Artrosi caviglia

 

Artrosi di caviglia: riguarda davvero solo i pazienti senior?

Nel nuovo episodio del podcast FisioExpo, il Dott. Valerio Esposito dialoga con il Dott. Alessio Bernasconi, ortopedico specializzato nel trattamento chirurgico e conservativo di piede e caviglia. Insieme approfondiscono un argomento spesso trascurato: l’artrosi della caviglia, o artrosi tibiotarsica.

Molti associano l’artrosi esclusivamente all’età avanzata, ma nel caso della caviglia lo scenario è differente. L’artrosi può insorgere anche in pazienti giovani, spesso come conseguenza di traumi sportivi o incidenti.

Cos’è l’artrosi di caviglia?

L’artrosi è una malattia degenerativa che colpisce le articolazioni e porta a una progressiva usura della cartilagine articolare. Nel caso della caviglia, l’articolazione coinvolta è quella tibiotarsica, cioè il punto di incontro tra tibia, perone e astragalo.

La cartilagine, con il tempo o in seguito a traumi, può assottigliarsi o danneggiarsi fino a lasciare le ossa a diretto contatto tra loro, causando dolore, rigidità e limitazione funzionale.

Le cause dell’artrosi alla caviglia

Contrariamente a quanto avviene per il ginocchio o l’anca, dove l’artrosi ha spesso un’origine degenerativa primaria legata all’età, l’artrosi di caviglia è più frequentemente post-traumatica.

Le cause più comuni sono:

  • Fratture articolari o para-articolari

  • Distorsioni gravi mal curate

  • Lesioni legamentose non risolte

  • Sovraccarichi biomeccanici, ad esempio in sportivi o lavoratori esposti a stress ripetuti

Chi può essere colpito?

L’artrosi di caviglia non riguarda solo gli anziani. Anzi, una buona percentuale dei pazienti ha meno di 50 anni e presenta una storia clinica caratterizzata da traumi pregressi o alterazioni meccaniche del passo.

Nei giovani, la diagnosi può arrivare in ritardo perché il dolore viene spesso sottovalutato o confuso con semplici infiammazioni. Ma la precoce individuazione del problema è fondamentale per rallentare la progressione della malattia e valutare le opzioni terapeutiche più adatte.

Sintomi da non ignorare

I sintomi dell’artrosi tibiotarsica sono piuttosto specifici. Ecco i più comuni:

  • Dolore nella parte anteriore o laterale della caviglia, che peggiora con l’attività
  • Rigidità articolare, soprattutto al mattino o dopo periodi di inattività
  • Gonfiore ricorrente, anche lieve
  • Instabilità della caviglia
  • Difficoltà a camminare o svolgere attività sportive

Nel podcast, il Dott. Bernasconi sottolinea l’importanza dell’ascolto del paziente e della valutazione clinica approfondita, che spesso include radiografie, risonanza magnetica e TAC.

Quando si valuta un intervento chirurgico?

Una delle domande più frequenti è: “Quando è il momento di operare?”
Il Dott. Bernasconi spiega che non esiste un’età precisa, ma una combinazione di fattori:

  • Dolore persistente e non controllabile con farmaci o fisioterapia
  • Danno articolare visibile agli esami strumentali
  • Riduzione significativa della qualità della vita
  • Fallimento delle terapie conservative

Le opzioni chirurgiche: artrodesi o protesi?

Le due soluzioni chirurgiche principali sono:

1. Artrodesi (fusione articolare)

Consiste nell’unire in modo stabile tibia e astragalo, eliminando il movimento doloroso. È una soluzione definitiva che garantisce l’eliminazione del dolore, ma comporta la perdita di mobilità dell’articolazione.

2. Protesi di caviglia

Tecnica più moderna, consente di preservare il movimento articolare. È indicata per pazienti selezionati, in genere non troppo giovani, con buona qualità ossea e senza instabilità marcata.
Nel podcast, si sottolinea come la protesi rappresenti una soluzione interessante ma complessa, che richiede un’accurata selezione del paziente.

E le soluzioni conservative?

La chirurgia non è l’unica risposta. In molti casi, soprattutto nelle fasi iniziali, è possibile gestire l’artrosi attraverso:

  • Fisioterapia mirata per mantenere mobilità e forza
  • Plantari personalizzati per migliorare la distribuzione del carico
  • Infiltrazioni (acido ialuronico o cortisonici)
  • Terapie strumentali (laser ad alta potenza, tecarterapia, onde d’urto)
  • Educazione al movimento e controllo del peso

Il team di FisioExpo lavora in sinergia con lo specialista ortopedico per costruire un piano riabilitativo personalizzato che tenga conto del livello di dolore, delle aspettative e dello stile di vita del paziente.

La gestione delle aspettative

Uno degli aspetti più delicati è l’aspettativa del paziente, come sottolinea il Dott. Bernasconi. Alcuni cercano il “ritorno alla normalità” senza considerare i limiti fisiologici imposti dalla patologia o dalla chirurgia.
La chiarezza, l’ascolto e il dialogo continuo sono fondamentali per accompagnare il paziente nel percorso decisionale e terapeutico.

Conclusione

L’artrosi di caviglia non è una condanna, ma una condizione che può essere affrontata con successo, soprattutto se diagnosticata precocemente.
Grazie al confronto tra specialisti ortopedici e fisioterapisti, come avviene in FisioExpo, ogni paziente può trovare una soluzione su misura, conservativa o chirurgica, per tornare a muoversi senza dolore.

🎧 Ascolta l’episodio completo del podcast sul sito di FisioExpo o sulla tua piattaforma preferita.

📍 Presso Fisioexpo trovi un team multidisciplinare pronto ad aiutarti come il Dott. Alessio Bernasconi, ortopedico specializzato nel trattamento chirurgico e conservativo di piede e caviglia, e fisioterapisti esperti collaborano per offrirti un percorso efficace, personalizzato e centrato sulla tua salute.

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