Lesioni muscolari, cause e terapie
Negli ultimi cinque anni abbiamo assistito centinaia di sportivi – e in particolare numerosi runner e podisti – alle prese con lesioni muscolari. Affrontare in modo corretto questo infortunio significa non solo accelerare i tempi di recupero, ma anche ridurre il rischio di recidive e di complicanze a lungo termine.
Cos’è una lesione muscolare
Una lesione muscolare si verifica quando le fibre di un muscolo subiscono un danno più o meno esteso a causa di un sovraccarico meccanico improvviso o cronico. Chi corre o pratica sport di resistenza può sperimentare:
- Polpaccio (gastrocnemio e soleo)
- Bicipite femorale (parte posteriore della coscia)
- Quadricipite (parte anteriore della coscia)
La classica sensazione è quella di una “fitta”, un “aghetto” o una “coltellata” che blocca bruscamente la contrazione muscolare.
Classificazione e gravità
Le lesioni muscolari non si riducono a semplici “strappo” o “stiramento”, ma vengono suddivise in base al numero e alla percentuale di fibre coinvolte:
- Grado 1 (lesione lieve)
Interessamento di poche fibre (< 5 %), lieve dolore e minimo deficit funzionale. - Grado 2 (lesione moderata)
Coinvolgimento parziale del fascio muscolare (5–50 %), dolore più intenso, edema e riduzione significativa della forza. - Grado 3 (lesione grave)
Lesione completa o quasi completa (> 50 %), spesso associata a ematoma esteso, perdita di continuità muscolare e deficit funzionale marcato.
Nota: alla classificazione convenzionale si aggiunge oggi la contrattura muscolare, in cui non vi è rottura delle fibre, ma una riduzione della “anelasticità” del tessuto, con dolore e limitazione funzionale.
Cause e fattori di rischio
Le lesioni muscolari nascono quasi sempre dall’interazione di più fattori:
- Frenate brusche o cambi di velocità improvvisi
- Affaticamento muscolare: scarsa preparazione o recupero insufficiente
- Squilibrio muscolare: mancato equilibrio tra muscoli agonisti e antagonisti
- Errori di programma di allenamento: progressioni di carico troppo rapide
- Disallineamenti posturali: difetti di appoggio, differenza di lunghezza degli arti inferiori
- Terreno di corsa irregolare o superfici eccessivamente dure
Sintomi caratteristici
- Dolore acuto al momento dell’infortunio
- Gonfiore e ematoma nell’area colpita (nei casi più gravi)
- Limitazione del movimento e riduzione della forza
- Difficoltà a caricare il peso sulla gamba interessata
- Sensazione di rigidità e tensione muscolare persistente
Diagnosi e valutazione
Per pianificare un percorso terapeutico efficace è essenziale una valutazione accurata:
- Anamnesi dettagliata
– Meccanismo dell’infortunio, storia di infortuni precedenti, carichi di allenamento - Esame obiettivo
– Ispezione (edema, ematoma), palpazione, grado di dolore alla contrazione - Test funzionali
– Valutazione della lunghezza e della tensione muscolare, test di forza isometrica - Esami strumentali
– Ecografia muscolare: per definire estensione e gravità della lesione
– Risonanza magnetica (nei casi complessi): per escludere lesioni tendinee o osteomuscolari associate
Percorso terapeutico in FISIOEXPO
L’approccio in Fisioexpo mira non solo a “chiudere” la lesione, ma a ripristinare e ottimizzare la funzionalità muscolare nel più breve tempo possibile, minimizzando il rischio di recidive.
Fase 1 – Trattamento acuto: infiammazione e dolore
- Diatermia a piastre
Incrementa il flusso sanguigno a monte e a valle dell’area danneggiata, favorendo il drenaggio dei mediatori infiammatori senza stimolare la formazione di fibrosi. - Laser ad alta potenza
Riduce il versamento e lo stravaso ematico intra- ed extra-muscolare, accelerando i processi di riparazione tissutale.
Nota bene: non utilizziamo la TECAR terapia, in quanto può favorire la formazione di cicatrici fibrotiche e predisporre a nuove lesioni.
Fase 2 – Monitoraggio eco-guidato
Ogni 2–3 sedute, grazie all’ecografo in clinica, valutiamo in tempo reale:
- Riduzione dell’ematoma
- Riapertura progressiva delle fibre muscolari
- Diminuzione dello spessore infiammatorio
Questo ci consente di modulare tempestivamente il trattamento e garantire la migliore curva di guarigione.
Fase 3 – Riatletizzazione in fisiopalestra
- Esercizi di potenziamento funzionale per ripristinare i gesti specifici del running
- Propriocettivi e pliometrici per migliorare il controllo neuromuscolare
- Allenamento del core e del bacino per ridurre le forze di taglio sul muscolo lesionato
Al termine di questo percorso personalizzato, il paziente sarà in grado di tornare all’attività sportiva “carico” e in piena sicurezza.
Prevenzione delle recidive
Per mantenere i risultati conseguiti ed evitare nuove lesioni, consigliamo:
- Programmare controlli periodici con ecografia
- Mantenere un programma di rafforzamento mirato ai gruppi muscolari più sollecitati
- Non trascurare il riscaldamento e il defaticamento prima e dopo l’allenamento
- Adottare una progressione di carico graduale (incrementi settimanali ≤ 10 %)
Quando rivolgersi a uno specialista
È opportuno rivolgersi a un fisioterapista o a un medico dello sport se:
- Il dolore persiste oltre 7–10 giorni nonostante il riposo
- Compaiono ematomi estesi o gonfiore marcato
- Si avverte impossibilità a caricare il peso o a estendere completamente l’arto
Un intervento tempestivo riduce i tempi di recupero e previene complicanze quali la miosite ossificante o la formazione di fibrosi.
Se desideri curare definitivamente la tua lesione muscolare e tornare a correre senza limiti, contattaci presso FISIOEXPO: il nostro team di specialisti ti accompagnerà passo dopo passo verso il pieno recupero.
